lunedì, 29 ottobre 2007
Heidi Hesse, "Parapendio, polenta e speck. Memorie di una guida alpina sudtirolese", Allen Edizioni, Vipiteno 2004, pp. 208, € 16,00.

In un memorabile diario intimista e colorato, l'anziana Heidi Hesse, morta un anno fa per una malattia incurabile, racconta le vicende più significative della sua pluridecennale vita da guida alpina, istruttrice di parapendio e cuoca in un agriturismo al Brennero, con vista sull'Austria. Protagonista nei più grossi conflitti del secolo, partecipò come staffetta nella Prima Guerra Mondiale dell'esercito austriaco e ausiliaria nella Seconda Guerra Mondiale della Wehrmacht nonché militante nei moti anti-italiani degli anni sessanta. La Hesse si colloca tra i personaggi perdenti ma moralmente significativi della letteratura del Novecento.
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categoria:diario, biografia, guerra
giovedì, 20 settembre 2007
Aliberto Abate, "Diario di Porta Pia", Leffe Edizioni, Frascati 1998, pp. 166, € 12,50, ed. critica a cura di Lavinia Gambacorta.

In questo anniversario del XX settembre, come non recensire un volumetto su Porta Pia? E infatti ecco per i nostri affezionati lettori questa perla piuttosto rara. Si tratta del diario di un bersagliere ripubblicato in edizione critica da questo piccolo ma promettente editore romano. Struggenti i passaggi che descrivono le condizioni di vita dei romani sotto la dittatura papale, quasi inverosimili le osservazioni sull'abbraccio che un medico ostentò nei confronti di un bersagliere per ringraziarlo d'averlo liberato dal giogo della repressione della libertà scientifica e medica. Inquietante la descrizione della penosa situazione dovuta al carovita. E così, tra una esperienza e un'altra, il nostro Abate ci permette di rivivere una delle pagine più epiche della nostra storia recente.
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categoria:diario, storico
martedì, 26 giugno 2007
Dirce Ceschin, "Diari di guerra", EdiVeneta, Oderzo 1956, pp. 248, € 15,00.

L'ho trovato in rivendita a una fiera del libro di Montebelluna. Si tratta dei diari di una crocerossina veneta durante la Grande Guerra, scritti per lo più in dialetto, ma con un piglio e una ilarità che difficilmente fanno pensare alla tragedia in corso in quegli anni. Accanto a gambe amputate e cancrene incurabili, la Ceschin ci offre un insuperabile ritratto della levità con cui si affrontavano i dolori più estremi. Spassoso l'incontro amoroso (uno dei tanti) tra la Ceschin e un suo giovane paziente della leva del 1897, che ella svezzò non senza correre il rischio di fare esplodere una bomba a mano che il militare teneva sempre con sé.
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categoria:diario, guerra

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